Colloqui di Dobbiaco 2014, “Dal fare al dire, imparare per l’era solare”

Sono passati già due mesi dai Colloqui di Dobbiaco e solo ora troviamo il tempo per scrivere la nostra cronaca di quei giorni stupendi. Lo abbiamo promesso e le promesse si mantengono, ma soprattutto lo vogliamo fare perchè ci fa bene come educatori.
Il distacco temporale ci rafforza e ci aiuta a scrivere con maggiore consapevolezza.
I nostri occhi non sono più travolti dalla bellezza delle Dolomiti e dell’Alto Adige, le nostre orecchie non odono più le voci dei relatori e dei colleghi, il nostro naso non odora più il profumo della terra di montagna.
La lontananza ci permette di ascoltare meglio le nostre emozioni e di scoprire che, anche a distanza di mesi, alcuni stimoli ricevuti in quei giorni pulsano dentro di noi con forza, simili a momenti estatici, gioielli radioattivi che emettono energia per tutta la vita, secondo la definizione della psicologa ambientale I. Chawla.
Vogliamo descrivervi proprio questi: i nostri momenti estatici ai Colloqui di Dobbiaco, ovvero ciò che ci siamo portati a casa e che sosterrà la nostra vita di educatori ambientali ancora per molto tempo.

Abbiamo trovato conforto “di metodo” nelle parole del direttore scolastico Josef Watschinger, del contadino – muratore – pedagogo Sanni Mezzasoma e nelle scene dell’interessantissimo film documentario “Terza elementare” sull’esperienza pedagogica del maestro Franco Lorenzoni nella casa laboratorio di Cenci in Umbria.
Dunque, ha un senso – ci siamo detti – utilizzare un metodo basato sull’imparare facendo, sull’imparare investigando e sull’imparare divertendosi. L’esperienza diretta della natura, attraverso tutti i sensi, è altamente formativa ed è sempre preferibile un approccio educativo basato sulle emozioni positive e sulla scoperta piuttosto che un approccio ecofobico basato sulla paura del deterioramento ambientale.
Bene, siamo sulla buona strada.

Ci siamo commossi alle parole di Stefano Laffi, autore de “La congiura contro i giovani”, che ci ha parlato di come le invenzioni siano dei figli e non dei padri, di come l’innovazione interroghi il rapporto tra le generazioni e di come in periodi come quello attuale (caratterizzato da cambiamenti rapidi e continui) avvenga un’inversione del sistema dei saperi (talvolta i figli ne sanno di più dei padri)
Ci ha fatto riflettere la sua acuta disamina della scuola di oggi dove tutto sembra essere già scritto e i giovani non sono considerati come portatori di talento o di conoscenza, ma solo come portatori di risposte giuste o sbagliate
Ci ha fatto sognare Laffi quando ha descritto i “Luoghi di prefigurazione”, luoghi in cui padri e figli spostano assieme la frontiera del sapere, dove tramite la collaborazione e il sapere condiviso si creano situazioni generative, scardinando la differenza tra chi sa e chi non sa.

Abbiamo apprezzato il Fish bowl come strumento di approfondimento e confronto. Ne faremo buon uso a nostra volta durante convegni e seminari.

Più di tutto però conserviamo nel cuore come un gioiello prezioso, l’intervento del pedagogo Otto Herz che ci ha affascinato con le sue visioni della scuola del futuro, con le nuove materie “Skype”, “Future studies”, ovvero le ore in cui si riflette sul mondo che vorremmo in futuro e “Pace”, dedicata alla conoscenza delle altre culture.
E infine – sintesi suprema del suo intervento – quella che per noi sarà sempre la carta di Dobbiaco, linea guida imprescindibile e strumento di lavoro fondamentale per contribuire a realizzare fin da ora l’Era Solare.
La riportiamo di seguito integralmente così come l’ha intitolata Otto Herz, ovvero, Imparare per una vita sostenibile, affinché sia di ispirazione e stimolo a tanti educatori come noi.
Alla prossima, Dobbiaco, e grazie ancora!!

Imparare per una vita sostenibile
Otto Herz

IMPARARE VIVENDO

Ciascuna persona ha delle capacità.
Si può imparare ovunque.
Insieme ad altri si impara meglio che da soli.
La varietà è più stimolante dell’omogeneità.
Facendo, si impara di più.
Il senso di responsabilità edifica e fa imparare meglio.
La fiducia agevola la comprensione.
Le emozioni aiutano a capire.
Gli errori sono amici da amare, non nemici da temere.
Più ci si esercita, migliori si diventa.
I meriti vanno riconosciuti e lodati.
La strada giusta si trova camminando, non stando fermi.
Viaggiare fa crescere.
Girare a vuoto è il modo migliore per conoscere meglio i luoghi.
E’ la vita a porre i quesiti cui dobbiamo rispondere.

 

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